Anche il Cavallino guarda alla Cina per preparare la sua prima supercar a batteria
Un tempo sarebbe stato impensabile: una supercar cinese parcheggiata davanti ai cancelli della Ferrari. E invece oggi è realtà. La protagonista è la Xiaomi SU7 Ultra, avvistata proprio a Maranello. La spiegazione? Semplice (e sorprendente): gli ingegneri Ferrari stanno studiando da vicino una delle berline elettriche più veloci al mondo, costruita non da un marchio storico, ma da un colosso dell’elettronica di consumo.
L’auto in questione ha poco da invidiare alle supercar europee: 1.526 CV, uno 0-100 in 1,98 secondi, e un tempo al Nürburgring più veloce della Porsche Taycan. Numeri da brivido. Ma il dato più interessante è che a produrla sia Xiaomi, azienda nota ai più per smartphone e smart TV. In un settore automobilistico sempre più elettrico, le vecchie gerarchie sembrano non valere più.

La prima Ferrari elettrica arriva nel 2026
Il motivo per cui a Maranello osservano con attenzione la berlina cinese è chiaro: Ferrari sta lavorando alla sua prima vettura 100% elettrica, che sarà presentata ufficialmente nella primavera del 2026, con un primo sguardo atteso già entro la fine del 2025.
Il progetto è ambizioso. Come ha dichiarato più volte il CEO Benedetto Vigna, l’obiettivo non è solo fare un’auto a batteria, ma una vera Ferrari, capace di trasmettere emozioni, garantire una guida coinvolgente e mantenere la classica esclusività del brand. I problemi da risolvere, però, non sono pochi: il peso delle batterie, la gestione termica durante la guida sportiva, e – forse il più spinoso – l’assenza del rombo del motore, parte integrante del mito Ferrari.

La Cina insegna?
Che Xiaomi sia diventata un benchmark per la futura elettrica Ferrari è un segnale di quanto la Cina abbia guadagnato terreno nell’automotive a batteria. Marchi nati per fare smartphone oggi progettano supercar in grado di battere i brand storici sul loro stesso terreno. E anche Ferrari, icona assoluta delle prestazioni a motore, non può più permettersi di ignorare questo cambiamento.
Non si tratta solo di tecnologia, ma di capire cosa chiede oggi il mercato globale e come soddisfarlo, senza snaturare la propria identità. Una sfida enorme, ma inevitabile, anche per il Cavallino Rampante.
Provare oggi l’elettrico, senza rimpianti domani
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